Analisi gratuita

Guide · 21 ottobre 2026

TFR: come si calcola e quanto pesa sul costo del personale

In breve: Il TFR matura ogni anno in misura pari alla retribuzione annua del dipendente divisa per 13,5, da cui si sottrae il contributo INPS dello 0,50%: in pratica circa il 6,9% della retribuzione utile. Le somme accantonate si rivalutano ogni 31 dicembre dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT. Per l'azienda è un costo certo, che matura mese per mese anche se si paga alla fine del rapporto, salvo che il lavoratore lo destini a un fondo pensione o che l'impresa debba versarlo al Fondo di Tesoreria INPS.

Come si calcola la quota annua

La regola è nell'art. 2120 del codice civile. Per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione dovuta per quell'anno divisa per 13,5. La quota si riduce in proporzione per le frazioni di anno, e la norma conta come mese intero le frazioni di mese di almeno 15 giorni.

Nella retribuzione utile rientrano tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, esclusi i rimborsi spese. I contratti collettivi possono stabilire diversamente quali voci includere: per questo il CCNL applicato è il primo documento da guardare.

Dalla quota si sottrae poi il contributo aggiuntivo dello 0,50% della retribuzione imponibile previsto dall'art. 3 della legge 297/1982, che il datore di lavoro versa all'INPS. Il risultato netto è circa il 6,91% della retribuzione annua utile. Un esempio: su una retribuzione annua di 25.000 euro la quota lorda è di circa 1.852 euro, che diventano circa 1.727 euro dopo la detrazione dello 0,50%.

La rivalutazione di fine anno

Al 31 dicembre di ogni anno il TFR già accantonato, esclusa la quota maturata nell'anno, si incrementa su base composta con un tasso fatto di due parti:

Quanto pesa sul costo del personale

Il TFR non si paga a fine mese, ma si matura a fine mese. Per questo va sempre inserito nel costo del lavoro: in bilancio è un debito verso i dipendenti che cresce ogni anno e si aggiunge a retribuzione, contributi INPS e premio INAIL.

Il peso reale si vede quando un rapporto finisce. Se una persona lascia l'azienda dopo molti anni, il TFR da liquidare può corrispondere a diverse mensilità, e va pagato nei tempi previsti dal contratto collettivo anche se nel frattempo l'impresa attraversa un periodo di minore liquidità. Nei settori con molto personale operativo, come le pulizie o la ristorazione, conviene stimare ogni anno il debito maturato per ciascun dipendente.

C'è poi l'anticipazione: il lavoratore con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore può chiedere fino al 70% del TFR maturato, una sola volta, per spese sanitarie straordinarie, per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli e negli altri casi previsti dalla legge. L'azienda deve accogliere le richieste entro il 10% degli aventi titolo e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti.

Fondo di Tesoreria INPS: le soglie dal 2026

Nelle imprese più grandi il TFR non resta in azienda. Il datore di lavoro privato che supera la soglia dimensionale deve versare ogni mese al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS la quota di TFR dei dipendenti che non l'hanno destinata a un fondo pensione; alla fine del rapporto è comunque l'azienda a pagare il TFR, per poi recuperare dall'INPS la parte versata.

La legge di Bilancio 2026 ha cambiato le soglie, come spiegato dall'INPS con la circolare n. 12 del 5 febbraio 2026: per i periodi di paga del 2026 e del 2027 l'obbligo riguarda i datori con almeno 60 addetti, dal 2028 al 2031 la soglia torna a 50 e dal 2032 scende a 40. Si guarda la media dei lavoratori dell'anno precedente, quindi per il 2026 conta la media del 2025, e l'obbligo già sorto non viene meno se poi l'organico si riduce.

Previdenza complementare e adesione automatica

Il lavoratore può destinare il TFR futuro a un fondo pensione. Dal 1° luglio 2026, per effetto della legge di Bilancio 2026, chi viene assunto per la prima volta nel settore privato aderisce automaticamente alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo applicato, salvo rinuncia entro 60 giorni dall'assunzione. Per gli assunti fino al 30 giugno 2026 resta la regola precedente del silenzio-assenso nei primi sei mesi.

Per l'azienda il TFR destinato al fondo pensione esce dal bilancio ogni mese, invece di accumularsi come debito, e va versato con regolarità. La scelta del lavoratore si raccoglie con il modulo TFR3 previsto dal Ministero del Lavoro per i neoassunti: un adempimento da non dimenticare al momento dell'assunzione.

TFR e appalti: perché il committente deve controllare

Quando affidi un servizio in appalto, il TFR dei lavoratori è un obbligo dell'appaltatore, che è il loro datore di lavoro. Ma per l'art. 29 del D.Lgs. 276/2003 il committente risponde in solido dei trattamenti retributivi, comprese le quote di TFR, e dei contributi del personale impiegato nell'appalto, fino a due anni dalla fine del contratto. Chiedere il DURC e verificare che l'appaltatore sia solido è quindi una tutela concreta.

Noi di FED Outsourcing lavoriamo con l'appalto di servizi: assumiamo il personale operativo che lavora già da te, senza cambiare stipendio o ruolo, e FED Multiservizi diventa il datore di lavoro. Organizziamo e dirigiamo il servizio e gestiamo contratti, paghe, contributi, INAIL, TFR, ferie e malattie, consegnando il DURC regolare a ogni fattura. Ha senso per chi ha una squadra stabile, nella ristorazione e negli hotel come nelle imprese di pulizie, a Roma, nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche: richiedi l'analisi gratuita e senza impegno dal modulo sul sito.

Domande frequenti

Il TFR si calcola anche sulla tredicesima?

Sì. Per l'art. 2120 del codice civile la retribuzione utile comprende le somme corrisposte a titolo non occasionale, tredicesima inclusa, salvo diversa previsione del contratto collettivo applicato.

Il TFR matura anche durante la malattia?

Sì. In caso di malattia, infortunio, maternità e cassa integrazione il TFR si calcola sulla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato normalmente.

Quando l'azienda deve versare il TFR all'INPS?

Quando rientra nella soglia del Fondo di Tesoreria: per il 2026 e il 2027 almeno 60 addetti in media nell'anno precedente. Il versamento riguarda solo il TFR dei dipendenti che non lo destinano a un fondo pensione.

Il dipendente può chiedere un anticipo del TFR?

Sì, dopo almeno otto anni presso lo stesso datore, fino al 70% del maturato e una sola volta, per spese sanitarie straordinarie, prima casa e gli altri motivi di legge. I contratti collettivi possono prevedere condizioni migliori.

Fonti: Gazzetta Ufficiale – Codice civile, art. 2120 (trattamento di fine rapporto) · INPS – Fondo di Tesoreria: nuove soglie dimensionali dal 2026 · INPS – Circolare n. 70 del 3 aprile 2007 (Fondo di Tesoreria e contributo dello 0,50%) · Ministero del Lavoro – Previdenza complementare: le novità della legge di Bilancio 2026. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

Vuoi ridurre il peso del personale sulla tua azienda?

FED Outsourcing assume il personale che lavora già con te. L'analisi è gratuita.

Richiedi l'analisi gratuita

Gratuita e senza impegno · Ti richiamiamo entro 24 ore

Come possiamo aiutarti

Richiedi l'analisi gratuita