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Guide · 16 ottobre 2026

DUVRI: quando è obbligatorio, chi lo redige e cosa deve contenere

In breve: Il DUVRI, documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, è obbligatorio quando affidi lavori, servizi o forniture a un'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della tua azienda e le attività possono interferire tra loro (art. 26, comma 3, D.Lgs. 81/2008). Lo redige il datore di lavoro committente, che lo allega al contratto e lo aggiorna se cambiano le condizioni. Non serve per i servizi intellettuali, le mere forniture e i lavori fino a cinque uomini-giorno senza rischi particolari; nei cantieri edili il suo ruolo è svolto dal piano di sicurezza e coordinamento e dal POS.

Che cos'è il DUVRI e a cosa serve

Quando nella tua sede lavorano anche i dipendenti di un'altra impresa, per esempio una squadra di pulizie, un servizio di movimentazione merci in magazzino o un'impresa di manutenzione del verde, i rischi non si sommano soltanto: si incrociano. Un carrello elevatore che passa dove si lava il pavimento, un prodotto chimico usato vicino a una linea produttiva, un'area di carico condivisa sono tipici rischi da interferenza.

L'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 chiede ai datori di lavoro coinvolti di cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione e di coordinarsi informandosi a vicenda. Il DUVRI è lo strumento con cui il committente promuove questa cooperazione: un unico documento che individua le interferenze e indica le misure per eliminarle o, se non è possibile, ridurle al minimo.

Chi lo redige e quando

Il DUVRI lo elabora il datore di lavoro committente, cioè chi affida il lavoro e ha la disponibilità dei luoghi in cui si svolge. Va allegato al contratto di appalto o d'opera e adeguato in funzione dell'evoluzione dei lavori, dei servizi e delle forniture: se cambiano gli orari, le aree o le lavorazioni, va aggiornato.

Prima di affidare il lavoro il committente deve anche verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa appaltatrice e fornirle informazioni dettagliate sui rischi specifici dell'ambiente in cui opererà e sulle misure di emergenza adottate. L'appaltatore, dal canto suo, contribuisce indicando i rischi che la propria attività porta nei locali del committente.

Il Ministero del Lavoro, con l'interpello n. 1/2018, ha chiarito che il DUVRI va redatto solo dove esistono interferenze e non deve contenere i rischi propri dell'attività dell'appaltatore: quelli restano nella valutazione dei rischi dell'appaltatore, che ne risponde come datore di lavoro dei suoi dipendenti.

Quando non è obbligatorio

Il comma 3-bis dell'art. 26, nel testo introdotto dal D.L. 69/2013, esclude l'obbligo del DUVRI per:

L'alternativa dell'incaricato e i cantieri

Nei settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali la legge consente al committente, in alternativa al DUVRI, di nominare un incaricato con formazione, esperienza e competenza adeguate, che sovrintende alla cooperazione e al coordinamento. La nomina va indicata nel contratto. L'esclusione dal DUVRI non elimina comunque l'obbligo di informare l'appaltatore sui rischi dell'ambiente di lavoro.

Nei cantieri temporanei o mobili valgono le regole del Titolo IV. Secondo l'art. 96, comma 2, l'accettazione del piano di sicurezza e coordinamento da parte di ciascuna impresa esecutrice e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, per quel cantiere, adempimento anche all'obbligo del comma 3 dell'art. 26.

Costi della sicurezza, tesserino e preposto

Il DUVRI va di pari passo con alcuni obblighi contrattuali che il committente non può trascurare:

Coordinare non significa dirigere

Coordinarsi sulla sicurezza non vuol dire impartire ordini ai lavoratori dell'appaltatore. In un appalto genuino, come prevede l'art. 29 del D.Lgs. 276/2003, è l'appaltatore che organizza i mezzi, dirige il proprio personale attraverso i suoi preposti e si assume il rischio d'impresa. Il committente definisce con lui aree, orari e misure comuni, ma non organizza il lavoro dei suoi dipendenti: se lo facesse, l'appalto rischierebbe di diventare somministrazione irregolare.

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Domande frequenti

Chi deve firmare e conservare il DUVRI?

Lo elabora il datore di lavoro committente e va allegato al contratto di appalto o d'opera, quindi viene condiviso con l'appaltatore. Va tenuto aggiornato per tutta la durata del contratto.

Serve il DUVRI per un'impresa di pulizie che lavora in ufficio?

In genere sì, se il servizio supera i cinque uomini-giorno l'anno e si svolge in locali dove lavorano anche i tuoi dipendenti. Se davvero non ci sono interferenze, il DUVRI non è richiesto, ma restano gli obblighi di informazione e coordinamento sui rischi dei locali.

Il DUVRI sostituisce il documento di valutazione dei rischi dell'appaltatore?

No. Il DUVRI riguarda solo i rischi da interferenza. I rischi propri dell'attività dell'appaltatore restano nel suo documento di valutazione dei rischi.

Cosa succede se nel contratto mancano i costi della sicurezza?

Il contratto di appalto, subappalto o somministrazione è nullo ai sensi dell'art. 1418 del codice civile. Per questo i costi delle misure contro le interferenze vanno indicati in modo specifico e non possono essere ribassati.

Fonti: Ispettorato Nazionale del Lavoro – Testo unico D.Lgs. 81/2008 coordinato, edizione gennaio 2026 · Ministero del Lavoro – Interpello n. 1/2018 sul DUVRI · Ministero del Lavoro – Interpello n. 4/2024 sul preposto negli appalti · INAIL – L'elaborazione del DUVRI. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

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