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Guide · 29 ottobre 2026

DPI: obblighi del datore di lavoro e del lavoratore secondo il Testo unico sicurezza

In breve: I dispositivi di protezione individuale li sceglie, li fornisce gratis e li mantiene in efficienza il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi; deve anche informare e formare chi li usa e, per i DPI di terza categoria e per le protezioni dell'udito, organizzare sempre un addestramento pratico. Il lavoratore deve usarli correttamente, averne cura, non modificarli e segnalare subito difetti o guasti. Le regole sono negli articoli 74-79 del D.Lgs. 81/2008, aggiornati dal decreto-legge 159/2025 che vi ha incluso anche gli indumenti di lavoro individuati come DPI nella valutazione dei rischi.

Cosa sono i DPI e quando vanno usati

Per l'art. 74 del D.Lgs. 81/2008 un DPI è qualsiasi attrezzatura che il lavoratore indossa o tiene con sé per proteggersi da uno o più rischi per la salute o la sicurezza: caschi, guanti, scarpe antinfortunistiche, occhiali, mascherine e respiratori, cuffie e inserti auricolari, imbracature anticaduta. Non sono DPI gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi che non servono specificamente a proteggere.

Il decreto-legge 159/2025, convertito dalla legge 198/2025, ha precisato che tra i DPI, e quindi tra gli obblighi del datore di lavoro, rientrano anche gli specifici indumenti di lavoro che la valutazione dei rischi individua come tali. In pratica conta la funzione: se il DVR stabilisce che una giacca ad alta visibilità o una tuta protegge da un rischio, va trattata come DPI, con tutto ciò che ne segue su fornitura, pulizia e sostituzione.

I DPI sono l'ultima linea di difesa. L'art. 75 chiede di usarli solo quando i rischi non si possono evitare o ridurre abbastanza con misure tecniche, protezioni collettive o una diversa organizzazione del lavoro. Nei lavori in quota, per esempio, prima vengono parapetti e ponteggi, poi l'imbracatura.

Gli obblighi del datore di lavoro

L'art. 18 impone al datore di lavoro e ai dirigenti di fornire ai lavoratori i DPI necessari e idonei, sentiti il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente. L'art. 77 entra nel dettaglio:

Chi paga i DPI e quando serve l'addestramento

I DPI sono a carico del datore di lavoro. L'art. 15 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che le misure di sicurezza non possono comportare oneri finanziari per i lavoratori: non è ammesso trattenere dalla busta paga il costo di scarpe, guanti o caschi, né chiedere al dipendente di comprarli da sé.

Per alcuni dispositivi la formazione teorica non basta. L'art. 77, comma 5, rende sempre indispensabile un addestramento pratico per i DPI di terza categoria, quelli che proteggono da rischi che possono causare conseguenze molto gravi, come le imbracature anticaduta e gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, e per i dispositivi di protezione dell'udito. Conviene svolgerlo sui dispositivi che il lavoratore userà davvero e conservarne la documentazione.

Non è un dettaglio formale. Dopo il decreto-legge 146/2021, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro può sospendere i lavoratori interessati quando accerta la mancata fornitura dei DPI contro le cadute dall'alto o l'omessa formazione e addestramento all'uso dei DPI di terza categoria, come chiarito dalla circolare INL n. 4 del 2021. A questo si aggiungono le sanzioni penali previste dal Testo unico per datori di lavoro e dirigenti.

Gli obblighi del lavoratore

Anche il lavoratore ha doveri precisi. L'art. 20 gli chiede di usare in modo appropriato i DPI messi a disposizione, e l'art. 78 aggiunge che deve:

Il ruolo del preposto e i controlli

Chi non usa i DPI risponde anch'esso: il Testo unico prevede sanzioni anche per il lavoratore. Ma la responsabilità di chi organizza il lavoro non si esaurisce con la consegna. Il preposto deve vigilare che i DPI siano usati e, in caso di comportamenti non conformi, intervenire, dare indicazioni e, se il lavoratore persiste, interrompere l'attività e informare i superiori.

Per questo conviene tenere traccia di tutto: verbali di consegna firmati, registro delle sostituzioni, attestati di formazione e addestramento, controlli periodici su imbracature e respiratori secondo le istruzioni del fabbricante. In caso di ispezione o di infortunio, è questa documentazione a dimostrare che gli obblighi sono stati rispettati.

DPI negli appalti e quando lavori con noi

Quando affidi un servizio in appalto, i DPI del personale spettano all'appaltatore, che ne è il datore di lavoro e che organizza e dirige il lavoro. Il committente però deve informarlo sui rischi specifici dei propri ambienti, cooperare e coordinarsi sulle interferenze, e resta responsabile in solido per retribuzioni e contributi del personale dell'appalto fino a due anni dalla fine del contratto.

Noi di FED Outsourcing lavoriamo con l'appalto di servizi: assumiamo il personale operativo che lavora già nella tua azienda, senza cambiare stipendio o ruolo, e FED Multiservizi diventa il suo datore di lavoro. Oltre a contratti, paghe e contributi, ci occupiamo noi di formazione sulla sicurezza e DPI, per esempio nella manutenzione del verde e nelle disinfestazioni, nell'edilizia e nelle imprese di pulizie, a Roma, nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche. Se hai una squadra operativa stabile, richiedi l'analisi gratuita e senza impegno dal modulo sul sito: ti richiamiamo entro 24 ore.

Domande frequenti

Il datore di lavoro può far pagare i DPI al dipendente?

No. Per l'art. 15 del D.Lgs. 81/2008 le misure di sicurezza non possono comportare oneri finanziari per i lavoratori: i DPI vanno forniti gratuitamente e sostituiti a spese dell'azienda quando sono usurati o danneggiati.

Per quali DPI l'addestramento è obbligatorio?

Sempre per i DPI di terza categoria, come imbracature anticaduta e protezioni delle vie respiratorie, e per i dispositivi di protezione dell'udito. Per gli altri il datore di lavoro lo organizza quando è necessario.

Gli indumenti di lavoro sono DPI?

Le divise ordinarie no. Dopo il decreto-legge 159/2025 lo sono però gli specifici indumenti che la valutazione dei rischi individua come DPI: il datore di lavoro deve fornirli, pulirli e sostituirli come gli altri dispositivi.

Cosa rischia il lavoratore che non indossa i DPI?

Il Testo unico prevede sanzioni anche per il lavoratore che non li usa in modo appropriato. Il preposto deve intervenire e, se il comportamento continua, interrompere l'attività.

Fonti: Ispettorato Nazionale del Lavoro – Testo unico D.Lgs. 81/2008 coordinato, edizione ottobre 2026 · Ministero del Lavoro – Convertito in legge il decreto Salute e sicurezza sul lavoro (D.L. 159/2025) · Ispettorato Nazionale del Lavoro – Circolare n. 4/2021 sul D.L. 146/2021. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

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