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Guide · 18 ottobre 2026

CCNL multiservizi: a chi si applica, cosa prevede e cosa controllare negli appalti

In breve: Il CCNL multiservizi, cioè il contratto collettivo nazionale per il personale delle imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi (codice CNEL K511), si applica alle imprese che svolgono pulizie, disinfestazione e servizi integrati per conto di committenti pubblici e privati. Regola inquadramento in livelli, minimi retributivi, orario e part-time, ferie, malattia e la clausola sociale nei cambi di appalto. È stato rinnovato nel giugno 2025 e il Ministero del Lavoro ne ha recepito gli aumenti, scaglionati da luglio 2025 a marzo 2029, nelle tabelle del costo medio orario del lavoro.

Che cos'è il CCNL multiservizi

Con CCNL multiservizi si indica di solito il contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi. Nell'archivio dei contratti del CNEL è identificato dal codice K511 ed è il riferimento principale per chi lavora nelle pulizie di uffici, condomini, ospedali, scuole, negozi e siti industriali.

Il testo è firmato dalle organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltrasporti UIL e da diverse associazioni datoriali, tra cui le centrali cooperative e Confapi. Come ricorda il Ministero del Lavoro nei suoi decreti sul costo del lavoro, esistono anche testi paralleli firmati dagli stessi sindacati con altre associazioni di imprese e accordi integrativi territoriali che si applicano in alcune province. Prima di tutto, quindi, conviene sapere con precisione quale versione si applica in azienda.

A chi si applica

Il contratto riguarda le imprese che svolgono in modo organizzato servizi di pulizia e di igiene degli ambienti, disinfestazione e servizi integrati, cioè l'insieme di attività di supporto che un committente affida a un'unica impresa. È molto diffuso negli appalti, pubblici e privati, perché il servizio si svolge quasi sempre presso le sedi del cliente.

In Italia il datore di lavoro privato non è obbligato per legge ad applicare un determinato contratto collettivo, ma la scelta ha conseguenze concrete:

Cosa prevede il contratto

Come ogni contratto collettivo nazionale, il CCNL multiservizi disciplina il rapporto di lavoro dall'assunzione alla cessazione. I punti che contano di più per chi gestisce squadre operative sono questi:

Il rinnovo del 2025 e le tabelle ministeriali

Il contratto è stato rinnovato nel giugno 2025, con un accordo integrativo successivo che ha definito le nuove tabelle retributive. Gli aumenti dei minimi non sono arrivati tutti insieme: sono distribuiti in più tranche.

Lo si vede nel decreto direttoriale n. 25 del 30 marzo 2026, con cui il Ministero del Lavoro ha aggiornato il costo medio orario del lavoro per il personale delle imprese di pulizia, disinfestazione e servizi integrati/multiservizi. Le tabelle, distinte per operai e impiegati, a livello nazionale e provinciale, hanno decorrenze a luglio 2025, maggio e ottobre 2026, maggio e dicembre 2027, luglio e ottobre 2028 e marzo 2029. Il Ministero le determina in base ai valori della contrattazione collettiva, come prevede l'art. 41, comma 13, del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Per un'impresa che ha in corso contratti di servizio di durata pluriennale, queste date sono un promemoria utile: ogni scatto dei minimi aumenta il costo del personale impiegato nell'appalto.

CCNL e appalti: cosa dice la legge

Dal 2024 l'art. 29, comma 1-bis, del D.Lgs. 276/2003 stabilisce che al personale impiegato in un appalto di opere o servizi, e nell'eventuale subappalto, spetta un trattamento economico complessivo non inferiore a quello del contratto collettivo nazionale e territoriale maggiormente applicato nel settore e nella zona, strettamente connesso all'attività oggetto dell'appalto. L'Ispettorato nazionale del lavoro lo ha illustrato nella nota del 13 marzo 2024.

Negli appalti pubblici l'art. 11 del D.Lgs. 36/2023 impone alla stazione appaltante di indicare nel bando il contratto collettivo applicabile; l'impresa può applicarne un altro solo se garantisce tutele economiche e normative equivalenti, da verificare con i criteri dell'allegato I.01.

Per il committente privato la scelta del contratto non è un dettaglio. Risponde in solido con l'appaltatore di retribuzioni, TFR e contributi dei lavoratori dell'appalto fino a due anni dalla sua fine (art. 29, comma 2, D.Lgs. 276/2003): se l'appaltatore applica un contratto inadeguato e i lavoratori rivendicano differenze retributive, il conto può arrivare anche a lui. Resta fermo che organizzazione, turni e direzione dei lavoratori spettano all'appaltatore, altrimenti l'appalto non è genuino.

Cosa verificare quando affidi un servizio

Se affidi pulizie o servizi integrati a un'impresa esterna, chiedi in modo esplicito quale contratto collettivo applica al personale, compreso il codice CNEL, e controlla che sia coerente con l'attività svolta. Chiedi il DURC regolare e, negli appalti dove serve, gli altri documenti previsti. Prevedi nel contratto l'impegno a rispettare il CCNL e la clausola sociale, e tieni conto delle prossime decorrenze degli aumenti quando ne valuti la durata e le condizioni economiche.

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Domande frequenti

Il CCNL multiservizi è obbligatorio per le imprese di pulizia?

Nessuna legge impone a un'impresa privata un contratto specifico, ma i contributi si calcolano almeno sui minimi del contratto più rappresentativo e, negli appalti, ai lavoratori spetta un trattamento non inferiore a quello del contratto maggiormente applicato nel settore e nella zona.

Qual è il codice CNEL del CCNL pulizia e multiservizi?

Il contratto per il personale delle imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi è identificato nell'archivio CNEL dal codice K511. Esistono però testi paralleli firmati da altre associazioni datoriali, con codici diversi.

Quando scattano gli aumenti del rinnovo 2025?

Sono scaglionati. Le tabelle ministeriali del decreto n. 25 del 2026 hanno decorrenze a luglio 2025, maggio e ottobre 2026, maggio e dicembre 2027, luglio e ottobre 2028 e marzo 2029.

Il committente deve controllare quale contratto applica l'impresa di pulizie?

Conviene farlo, perché risponde in solido di retribuzioni e contributi dei lavoratori dell'appalto fino a due anni dalla sua fine. Chiedi il contratto applicato con il codice CNEL e il DURC regolare.

Fonti: Ministero del Lavoro – Settore pulizia e multiservizi: decreti sul costo medio orario del lavoro · Ministero del Lavoro – Decreto direttoriale n. 74 del 25 novembre 2024 (CCNL di riferimento e firmatari) · Ispettorato nazionale del lavoro – Nota del 13 marzo 2024 sulle novità del DL 19/2024 · INPS – Circolare n. 11 del 1° febbraio 2008 sul minimale contrattuale. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

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